IT | EN | DE

« Dolomiti

Val Zoldana

Un piccolo gioiello di natura, arte e storia da svelare

Risalendo a ritroso il percorso di uno degli affluenti del Piave, il torrente Maè, si giunge in una valle, sovrastata dal maestoso monte Pelmo. Siamo in Val Zoldana, una valle che circonda quasi a volerlo abbracciare, il comprensorio Civetta. Quest’ultimo, essendo il più vasto comprensorio sciistico del veneto con i suoi 80 km di piste, ha in parte contribuito alla fortuna di questa valle.

 

Due piccoli comuni, Zoldo Alto e Forno di Zoldo, che specialmente negli ultimi anni hanno saputo svelare e mostrare la bellezza di un angolo di mondo troppo a lungo dimenticato, attraverso un turismo controllato e intelligente, che rispettasse cioè queste montagne ancora incontaminate. Ed è anche per questo che la Val Zoldana è stata recentemente premiata con il riconoscimento delle “5 stelle” da Legambiente, come una delle migliori località montane d’Italia che, alla qualità naturalistica e alla meraviglia del paesaggio, ha saputo associare una corretta gestione del territorio.

 

Una valle che sta crescendo, aumentando sempre più i servizi per il turista, come ad esempio la possibilità di sciare anche in notturna nelle piste di Pecol, o attraverso il potenziamento di percorsi sempre più attrezzati, si pensi ad esempio all’Anello Zoldano, tracciato che unisce e tocca tutti i rifugi zoldani. Seppur la Val Zoldana possa essere considerata come una valle “giovane” per alcuni aspetti, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con il turismo, dall’altro lato se ne riconoscono le radici storiche.

 

Questi luoghi assunsero sotto il dominio della Serenissima una grossa rilevanza, diventando fucina di Venezia per quanto riguarda il legno, utilizzato per la costruzione delle navi, e per le miniere, fornendo metalli per la Repubblica. Di quest’epoca rimangono tracce soprattutto per quanto riguarda l’arte delle chiese zoldane, come ad esempio a Fusine, dove nella chiesa Arcipretale di San Nicolò (1570) troviamo un crocefisso policromo attribuibile alla bottega di Andrea Brustolon (1662- 1732), o nelle facciate di molti palazzi della zona che testimoniano un’evidente influenza di stile veneziano.

Non resta che riscoprire questa valle che, arroccata e nascosta dalle sue montagne, è un piccolo gioiello di natura, arte e storia da svelare.



Dai un'occhiata alla cartina con le nostre proposte

Alcune nostre proposte nella Val Zoldana

Zoldo Alto